Villa Emo

Villa Emo è un patrimonio dell'umanità: e tutti lo devono sapere

Era il 1996 quando l'Unesco inseriva le ville palladiane tra i Patrimoni dell'Umanità: tra queste anche villa Emo di Fanzolo. Dopo vent'anni questo prestigioso riconoscimento sarà ricordato anche nei cartelli stradali che accolgono chi passa per il comune di Vedelago, insieme al fatto che qui nasce il Sile, il fiume di risorgive più lungo d'Europa.

"Finalmente una amministrazione sottolinea questo importantissimo aspetto, che per tanto tempo era stato quasi snobbato - spiega il presidente della Fondazione Villa Emo Armando Cremasco - Neanche la Provincia di Treviso, che ha qui e a Maser ben due siti patrimonio ha sfruttato questo vantaggio. Addirittura non se ne trovava traccia neanche nel fondamentale volume editato nel 2009 che illustra tutto il compendio".

Cremasco aveva lanciato un appello la scorsa estate perché fosse valorizzato questo aspetto che pone villa Emo all'attenzione mondiale. E il Comune ha subito risposto.

"È un segno concreto - spiega l'Assessore al turismo e all'ambiente Sergio Squizzato - della forte collaborazione in atto tra comune e fondazione, iniziata l'anno scorso. Ora chiunque transita per Vedelago saprà che abbiamo due eccellenze, una architettonica e una naturalistica come le sorgenti del Sile. Due siti che vale la pena visitare".

In preparazione anche una apposita guida/mappa per far scoprire anche altre eccellenze: villa Corner, villa Grimani, la Barchessa Pola, il Santuario del Caravaggio, la chiesa di San Mamante.

E se villa Emo ora sta conoscendo ora importanti interventi di ripristino (ricostruito il filare di pioppi a sud con la pianta azione di 245 alberi e in fase di completamento il restauro di tutte le finestre) anche per le sorgenti del Sile ecco in arrivo novità grazie al programma europeo Life: "Il primo tentativo di aderirvi non andò in porto - spiega Squizzato - ci abbiamo riprovato inserendo un percorso accessibile ai disabili fino al fontanasso della  Coa Longa. E stavolta ce l'abbiamo fatta".

Per quanto riguarda villa Emo, la volontà della Fondazione è quella che sia davvero aperta al pubblico e non solo come sede museale: "Solo quest'anno abbiamo ospitato una sessantina di eventi tra musica, teatro, pittura, scultura - dice Cremasco - siamo aperti a tutte le iniziative compatibili con la struttura."